In generale non c'e una controindicazione assoluta allo svolgimento non agonistico di qualsiasi attività sportiva. Sarà opportuno evitare quegli sport che richiedono l'utilizzo costante (con rischio di microtraumi) dei segmenti articolari interessati dalla malattia (ad esempio lo sci se c'è un'artrite attiva a carico delle ginocchia, la pallavolo se c'è un'artrite attiva a carico dei polsi...). Si cerca sempre tuttavia di assecondare i desideri del bambino in modo da non farlo sentire diverso dai compagni.Sicuramente utile per tutte le forme di artrite è il nuoto (ancora meglio se in piscine con acqua riscaldata) che permette di muovere tutte le articolazioni senza sottoporle al carico gravitazionale.In corso di terapia con agenti immunosoppressivi (steroidi, methotrexate anti-TNF ecc.) è necessario rimandare le vaccinazioni che utilizzano anticorpi vivi modificati (antirosolia, antimorbillo, antiparotite, antipolio tipo Sabi,- antiinfluenzaie). Non vi è invece controindicazione all'utilizzo di vaccini costituiti da anatossine (antitetanica, antidifterica), da virus uccisi (antipol! tipo Salk) o vaccini ottenuti con le tecniche di ingegneria genetica tite B, antipertosse).
Il bambino deve assolutamente frequentare la scuola in maniera regolare. La scuola è infatti uno dei luoghi principali in cui il bambino apprende il diventare una persona autonoma, produttiva, indipendente. I genitori e gli insegnanti dovranno impegnarsi affinché il bambino malato possa inserirsi normalmente nell'attività scolastica in modo da ottienere un buon successo, inteso non solo e non tanto come profitto scolìtico ma come capacità di comunicare, di essere accettato e apprezzato dai coetanei. Vi sono alcuni fattori legati alla malattia che possono ostacolare la frequenza a scuola quali la diminuita capacità a deambulare, la minor resistenza alla fatica, il dolore o la rigidità. Bisognerà spiegare alle insegnanti le necessità del bambino: dall'uso di banchi appropriati, ai movimenti periodici durante le ore di scuola per contrastare la rigidità articolare, alla possibile difficoltà nella scrittura. I pazienti con interessamento articolare meno impegnativo è preferibile che non siano esclusi dalle lezioni di ginnastica, ma dovrebbero parteciparvi con esercizi adeguati, suggeriti e consigliati dagli stessi medici curanti. II bimbo deve condurre una vita il più possibile uguale a quella dei coetanei. La comparsa di una patologia cronica come l'AIG mette a dura prova tutto il nucleo familiare ovviamente tanto più quanto più grave è la malattia. Agli inizi è spesso normale la ribellione istintiva contro la malattia e sarà impossibile che il bambino accetti la propria malattia se questo non viene fatto primariamente dai familiari. Un atteggiamento positivo e di sostegno da parte soprattutto dei genitori, stimolerà il bambino ad affrontare la propria malattia con la stessa attitudine e questo gli permetterà di partecipare serenamente, nell'ambito delle sue possibilità, alle attività sociali e di relazione con i coetanei. La madre può sviluppare un attaccamento anomalo verso il bambino malato: un atteggiamento iperprotettivo, nel tentativo di preservare il paziente da ogni possibile disagio, può generare in quest'ultimo la sensazione di essere una persona incapace ad affrontare i problemi della vita e può fargli sviluppare una sensazione di inadeguatezza che influenzerà la maturazione della personalità con conseguenze che possono essere più gravi di quelle indotte dall'artrite stessa. Se la famiglia non è in grado da sola di reggere il peso della malattia potrà essere utile un supporto psicologico da parte di persone competenti. Non sono mai state segnalate correlazioni tra il clima, l'incidenza dell'AIG o la riaccensione della stessa.
Non essendoci correlazioni tra l'artrite e il clima, qualsiasi luogo è adatto per le vacanze. Per quanto riguarda la dieta non vi sono relazioni tra la comparsa dell'AIG o la riaccensione della malattia e l'alimentazione. La dieta diventa importante per i pazienti che assumono steroidi in quanto tra gli effetti collaterali del cortisone vi è l'aumento dell'appetito con conseguente tendenza all'obesità; pertanto in questi casi sarà importante evitare l'introduzione eccessiva di grassi e carboidrati.
Per concludere è utile ricordare che non vi sono interferenze tra l'AIG e la possibilità di procreare. Nelle bimbe in età fertile occorre tenere presente che il methotrexate ed altri farmaci impiegati nel trattamento dell'AIG possono avere un effetto teratogeno.
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venerdì 2 aprile 2010
Le malattie reumatiche infantili: Evoluzione Artrite idiopatica Giovanile
L'evoluzione dell'interessamento articolare dipende dalla forma clinica di AIG, dalla gravità, dalla persistenza dell'artrite, dall'età di insorgenza e, ovviamente, dal trattamento sia farmacologico che riabilitativo. In linea di massima nelle forme oliogoarticolari la prognosi, in presenza di un adeguato trattamento, è spesso buona; tuttavia alcune forme evolvono con il tempo verso una forma poliarticolare e una percentuale non ancora ben definita di pazienti con forma associata ad entesite sviluppa una spondiloartrite anchilosante. La maggioranza dei pazienti con artrite poliartico¬lare FR positiva e circa un quarto di quelli con artrite sistemica o con forma poliarticolare FR negativa possono sviluppare nel tempo alterazioni articolari importanti.Il trattamento riabilitativo è un aspetto fondamentale della terapia dell'AIG. Deve essere precoce e continuo ed è volto a prevenire, limitare o correggere le anomalie funzionali secondarie all'infiammazione che ha profonde influenze su tutte le componenti articolari e periarticolari.Come è già stato detto l'AIG è una malattia cronica e ciò significa che la sua durata può essere estremamente variabile da un caso all'altro; in generale in oltre la metà dei pazienti la malattia va incontro con il tempo ad una remissione spontanea. Periodi lunghi di benessere non associati ad alcun trattamento sono senza dubbio un ottimo segnale, ma non escludono con certezza una possibile riattivazione della malattia.
Le malattie reumatiche infantili: Terapia Artrite idiopatica Giovanile
Non esiste una terapia specifica in grado di guarire l'AIG. Il trattamento ha lo scopo da un lato, tramite i farmaci, di controllare l'infiammazione siste¬mica e/o articolare e dall'altro, con adeguate misure di riabilitazione, di mantenere uno stato funzionale articolare soddisfacente e prevenire l'in¬sorgenza di deformità.
La terapia è complessa e richiede la collaborazione di medici con compe¬tenze differenti (pediatra, fisiatra, ortopedico, oculista) e necessita, in alcu¬ni casi, di un supporto psicologico per il paziente e per i genitori. II trattamento farmacologico di prima scelta è costituito dai farmaci antinfiammatori non steroidei; gli altri farmaci trovano indicazione solo in quei malati che presentino una progressione del danno articolare o la comparsa di severe complicanze extraarticolari.
Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): si tratta di farmaci sinto¬matici; pertanto non sono in grado di alterare il decorso naturale della malattia, tuttavia sono spesso sufficienti a controllare il processo infiammatorio che la caratterizza.
Tra i più utilizzati ci sono i derivati dell'acido propionico (es. naprossene ibuprofene) che sono molto maneggevoli e presentano una buona tollerabilità gastrica.
Farmaci di secondo livello: nella grande maggioranza dei casi vengono utilizzati nelle forme sistemiche e poliarticolari (o pauciarticolari all'esordio ma con evoluzione poliarticolare).
Il farmaco di secondo livello di primo impiego è il methotrexate. forme che non rispondono al methotrexate vengono impiegati gli antagonisti del tumor necrosis factor (TNF), una molecola che svolge un ruolo molto importante nei processi infiammatori. Nelle forme oliogoarticolari associate ad entesite viene utilmente impiegata la salazopirina. Per gli altri farmaci di secondo livello impiegati nell'adulto non esiste ancora prove di documentata efficacia nel bambino.
I corticosteroidi: sono i più potenti farmaci antinfiammatori e posseggono un rilevante effetto immunodepressivo. I noti effetti collaterali ne limitano l'utilizzo. Il prodotto più impiegato è il prednisone che trova indicazione nelle forme sistemiche severe e nelle forme poliarticolari non controllate dai FANS, come farmaco `ponte" in attesa che i farmaci secondo livello facciano effetto.
Nelle forme monoarticolari o pauciarticolari o laddove esistano importanti ¬contratture articolari legate a posizioni "antalgiche" sono indicate infiltra¬zioni intrarticolari di steroidi (il preparato di scelta è il triamcinolone exace¬tonide per la sua emivita prolungata) che permettono una rapida risoluzio¬ne della limitazione funzionale dell'articolazione interessata.
L’iridociclite si cura nella grande maggioranza dei casi con trattamenti topi¬ci (colliri) a base di steroidi e atropina.
La terapia è complessa e richiede la collaborazione di medici con compe¬tenze differenti (pediatra, fisiatra, ortopedico, oculista) e necessita, in alcu¬ni casi, di un supporto psicologico per il paziente e per i genitori. II trattamento farmacologico di prima scelta è costituito dai farmaci antinfiammatori non steroidei; gli altri farmaci trovano indicazione solo in quei malati che presentino una progressione del danno articolare o la comparsa di severe complicanze extraarticolari.
Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): si tratta di farmaci sinto¬matici; pertanto non sono in grado di alterare il decorso naturale della malattia, tuttavia sono spesso sufficienti a controllare il processo infiammatorio che la caratterizza.
Tra i più utilizzati ci sono i derivati dell'acido propionico (es. naprossene ibuprofene) che sono molto maneggevoli e presentano una buona tollerabilità gastrica.
Farmaci di secondo livello: nella grande maggioranza dei casi vengono utilizzati nelle forme sistemiche e poliarticolari (o pauciarticolari all'esordio ma con evoluzione poliarticolare).
Il farmaco di secondo livello di primo impiego è il methotrexate. forme che non rispondono al methotrexate vengono impiegati gli antagonisti del tumor necrosis factor (TNF), una molecola che svolge un ruolo molto importante nei processi infiammatori. Nelle forme oliogoarticolari associate ad entesite viene utilmente impiegata la salazopirina. Per gli altri farmaci di secondo livello impiegati nell'adulto non esiste ancora prove di documentata efficacia nel bambino.
I corticosteroidi: sono i più potenti farmaci antinfiammatori e posseggono un rilevante effetto immunodepressivo. I noti effetti collaterali ne limitano l'utilizzo. Il prodotto più impiegato è il prednisone che trova indicazione nelle forme sistemiche severe e nelle forme poliarticolari non controllate dai FANS, come farmaco `ponte" in attesa che i farmaci secondo livello facciano effetto.
Nelle forme monoarticolari o pauciarticolari o laddove esistano importanti ¬contratture articolari legate a posizioni "antalgiche" sono indicate infiltra¬zioni intrarticolari di steroidi (il preparato di scelta è il triamcinolone exace¬tonide per la sua emivita prolungata) che permettono una rapida risoluzio¬ne della limitazione funzionale dell'articolazione interessata.
L’iridociclite si cura nella grande maggioranza dei casi con trattamenti topi¬ci (colliri) a base di steroidi e atropina.
mercoledì 31 marzo 2010
Le malattie reumatiche infantili: Artrite idiopatica Giovanile
L'artrite idiopatica giovanile (AIG) è una malattia infiammatoria cronica che colpisce le articolazioni; la presenza della malattia è segnalata da comparsa di dolore, timefazione e limitazione funzionale a livello dell'articolazione interessata.Le cause, come per la gran parte di questa tipologia di malattie infiammatorie croniche, sono ignote. Idiopatico, infatti, significa che non se ne conosce la causa. Si ritiene che l'artrite sia causata da una risposta immunitaria abnorme. Questa risposta si pensa sia di tipo autoimmune e cioè ricontro l'organismo stesso. non è ereditaria ma si ritiene che sia una conseguenza di interazione tra fattori genetici ed ambientali. E' considerata una malattia cronica in quanta, seguendo una adeguata terapia, non si ha una guarigione del paziente ma un miglioramente ed una remissione della sintomatologia. La durata non è prevedibile e l'andamento è caratterizzato da riaccensioni e miglioramenti della malattia stessa.Per la diagnosi di AIG è necessario escludere ogni malattia conosciuta che possa essere considerata responsabile di artrite . Si tratta quindi di una diagnosi per esclusione. AIG è considerata ogni forma di artrite che insorga prima dei 16 anni, abbia durata superiore ai 3 mesi e sia di causa sconosciuta. Gli esami di laboratorio (emocromo, indici infiammatori, anticorpi antinucleo, fattore reumatoide ed HLA B27) sono utili ad indirizzare verso la diagnosi ma non sono indici specifici della malattia. Gli esami radiologici sono utili durante il decorso della malattia per valutare gli eventuali danni articolari causati dalla malattia stessa. Nel bambino l'articolazione si infiamma, la membrana sinoviale si inspessisce e viene invasa dalle cellule dell'infiammazione, il liquido sinoviale aumenta notevolmente. L'articolazione, per limitare il dolore, viene mantenuta in una posizione intermedia tra flessione ed estensione. Con il passare del tempo la membrana sinoviale si inspessisce ulteriormente causando l'erosione della cartilagine articolare e dell'osso.
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